domenica 16 settembre 2007

LE BELLE PERSONE

Ecco questo è un mio racconto che fara' parte del mio prosimo libro che entro il 2008/09 dovrebbe essere terminato,questa è una piccola parte, gia' l'ho pubblicata su vari siti e adesso anche qui, piu avanti inseriro i vari giudizi che ho ricevuto!
BUONA LETTURA.


LE BELLE PERSONE


FOLLA. PERSONE. TUTTE LE MATTINE UGUALI, LE STESSE LAMENTELE LA STESSA PUZZA DI SUDORE E, LO STESSO MISCUGLIO DI PROFUMI CON LE SOLITE MUSICHE CHE ESCONO DAI LETTORI MP3, FACILE RIFUGIO DI COLORO CHE SI VOGLIONO ESILIARE DAI DISCORSI DI TUTTI I GIORNI..
QUESTO E’ QUELLO CHE PENSAVA MARCO OGNI VOLTA CHE ARRIVAVA A ROMA , DOPO AVER VIAGGIATO ( SPESSO IN PIEDI) SUL TRENO CHE DAL PAESE LO PORTAVA ALLA CAPITALE
IL VIAGGIO IN TRENO DURAVA UN’ORA (RITARDO INCLUSO).
SPESSO MARCO OCCUPAVA QUESTO TEMPO AMMIRANDO SPLENDIDE PENDOLARI VIAGGIANTI. . IN MANCANZA DI MEGLIO DORMIVA.
IL TRAVAGLIO LO VIVEVA PUNTUALMENTE APPENA SCESO DAL TRENO MENTRE SCENDEVA LE SCALE CHE LO CONDUCEVANO VERSO LA METROPOLITANA. ERA COSTRETTO A SPINTONARE PER RITAGLIARSI UN PICCOLO SPAZIO IN QUEL GROVIGLIO UMANO CHE RIEMPIVA IL VAGONE. DI SOLITO ASPETTAVA LA CORSA SUCCESSIVA MA QUELLA MATTINA ERA IN RITARDO , QUINDI PRESE LA PRIMA METROPOLITANA CHE PASSAVA.
SI SENTIVA COME UN TONNO IN SCATOLA NEL GUARDARE LA SUA CRAVATTA COMPRATA APPENA DUE GIORNI PRIMA (40 EURO DI SETA PURA).
MARCO TENEVA SIA ALL’ABBIGLIAMENTO CHE AD AVERE UN ASPETTO IMPECCABILE .LUI SAPEVA CHE L’ABITO FACEVA IL MONACO. L’OTTIMA PRESENZA E UNA DOSE ESAGERATA DI BUONE MANIERE NEL PORSI E, NEL PARLARE GLI AVEVANO PERMESSO DI FARE UNA RAPIDA CARRIERA NEL PROPRIO UFFICIO: ERA AD UN PASSO DAL DIVENTARE DIRIGENTE, CONSIDERANDO CHE ERA PARTITO DAL 5° LIVELLO APPENA TRE ANNI PRIMA AVEVA FATTO UN BEL SALTO.
ERA SODDISFATTO E SI COMPIACEVA DI QUELLO CHE AVEVA RAGGIUNTO. MAGARI TANTI SUOI COLLEGHI A CUI AVEVA FATTO LE SCARPE LO ERANO UN PO’ MENO MA MARCO DEL FAIR PLAY SE NE’ FREGAVA . SAPEVA DI PIACERE AI SUOI CAPI QUESTO CONTAVA, GUARDARE SEMPRE IN ALTO E MAI IN BASSO.
IN BASSO IN FONDO COSA C’ERA? BASTAVA GIRARE LO SGUARDO INTORNO A SE’ PER CAPIRLO : LA ZINGARA CHE TUTTE LE MATTINE CON IN BRACCIO UN NEONATO RIPETEVA LA SOLITA NENIA “ SONO POVERA, VI PREGO AIUTATEMI DATEMI QUALCOSA PER COMPRARE IL LATTE PER IL MIO BAMBINO” OPPURE IL SUONATORE DI CHITARRA CHE STONAVA SEMPRE “O SOLE MIO” E PRETENDEVA ANCHE UNA RICOMPENSA? OPPURE IMPIEGATUCOLI SENZA SPERANZA , ANNOIATI BARISTI , OPPURE TRISTI DONNE DELLE PULIZIE VENUTE DA CHISSA’ DOVE..
QUESTO ERA IL CAMPIONARIO DI PERSONE CHE AVEVA DAVANTI AGLI OCCHI .
TUTTO QUESTO NON GLI APPARTENEVA LUI SI SENTIVA UN’ALTRA PERSONA UNA PERSONA DIVERSA UNA BELLA PERSONA E, DOVEVA FREQUENTARE SOLO DISTINTE E BELLE PERSONE. COME LUI
MENTRE ERA IMMERSO IN QUESTI PENSIERI MARCO SI ACCORSE DI ESSERE ARRIVATO ALLA SUA FERMATA: EUR MARCONI.
USCENDO NELLO STESSO MODO IN CUI ERA ENTRATO (SPINTONANDO) SI RITROVO’ FUORI DAL VAGONE E, SI INCAMMINO’ VERSO L’USCITA.
IL SUDORE LO STAVA INONDANDO E SENTIVA CHE IL RESPIRO DIVENTAVA PIU’ AFFANNATO. VIDE UNA PANCHINA E SI FERMO’. DOVEVA ALLACIARSI LA SCARPA DESTRA ..
FU QUANDO SI CHINO’ PER AFFERRARE IL LACCIO DELLA SCARPA CHE FU COLTO DA UN FORTE DOLORE AL PETTO, IL RESPIRO SI FECE SEMPRE PIU’ CONVULSO E SENTI’ UN FORMICOLIO STRANO ALLE MANI.
FECE PER TIRARSI SU MA IL DOLORE SI FECE PIU’ ACUTO, CADDE INESORABILMENTE A TERRA. SI RITROVO’ DI SCHIENA CON LO SGUARDO FISSO PUNTATO SULL’OROLOGIO A MURO DELLA STAZIONE.. ERA COME UN SACCO DI PATATE CHE SI ERA APERTO E, LE PATATE ALTRO NON ERANO CHE LA SUA VALIGETTA ,IL CELLULARE, LA PENNA , LE CHIAVI DI CASA E, LE MONETE CHE ORA DANZAVANO TINTINNANTI E BEFFARDE INTORNO A LUI:,.
NON RIUSCIVA A MUOVERE UN DITO, VEDEVA UN MONDO DI PERSONE PASSARGLI VICINO MA PER QUEL MONDO LUI ERA INVISIBILE. PERFETTI IMPIEGATI E, IMPECCABILI SIGNORE TUTTE IN TIRO CHE GLI GIRAVANO ALLA LARGA COME FOSSE UN APPESTATO. IL SUO SGUARDO ELEMOSINAVA AIUTO MA IN CAMBIO RICEVEVA SOLO INDIFFERENZA. POI I SUOI OCCHI FURONO PREDA DI UN BUIO TOTALE..
LUCE, INTENSA, ABBAGLIANTE. E INTORNO VOCI. QUANTO TEMPO ERA PASSATO DALLA CADUTA? ERA FORSE IN PARADISO? NON CREDEVA AL PARADISO MA NON SAPEVA DOVE FOSSE , POI UN UOMO IN CAMICE GLI PARLO’ E TUTTO FU CHIARO.
“SIGNOR MARCO, SI SVEGLI E’ TUTTO A POSTO ORA, E’ IN OSPEDALE HA AVUTO UN MALORE ORA LE STIAMO FACENDO UNA FLEBO, RIPOSI E NON SI AFFATICHI FRA UN PO’ SI RIPRENDERA’, I SUOI EFFETTI PERSONALI SONO QUI”.
MARCO GIRO’ LO SGUARDO E VIDE LA VALIGETTA, IL CELLULARE E, TUTTO IL RESTO SUL COMODINO. NEL FRATTEMPO IL DOTTORE ERA FUORI DELLA PORTA CHE PARLAVA CON UN INFERMIERE , ASCOLTO’ QUELLO CHE DICEVA:.
“ADESSO STA MEGLIO. CERTO NON FOSSE STATO PER IL SUONATORE DI CHITARRA CHE GLI HA PRATICATO LA RESPIRAZIONE BOCCA A BOCCA ORA SAREBBE MORTO. E PENSARE CHE L’IMPIEGATO DI BANCA CHE LO HA SOCCORSO ALL’INIZIO GLI SI ERA AVVICINATO SOLO PER RUBARGLI IL CELLULARE, SE LA ZINGARA CON IL BAMBINO NON AVESSE AVVERTITO I VIGILANTES DELLA METRO’ SE NE’ SAREBBE ANDATO INDISTURBATO”
“A VOLTE QUELLE CHE SEMBRANO BELLE PERSONE NON LO SONO AFFATTO” RISPOSE L’INFERMIERE
“E’ TRISTE DIRLO MA E’ PROPRIO COSI’” DISSE IL DOTTORE CHIUDENDO LA PORTA.
MARCO SI RITROVO’ SOLO NELLA STANZA LO SGUARDO PERSO TRA LE RIGHE DI SOLE CHE FILTRAVANO DALLA SERRANDA. IL SOLE, “O’ SOLE MIO”, IL SUONATORE DI CHITARRA E LA SUA VOCE STONATA CHE ALLA FINE L’AVEVA SALVATO. A QUESTO PENSO’ MARCO MENTRE LE LACRIME GLI SCENDEVANO SUL VISO A QUESTO E ALLE BELLE PERSONE!

9 commenti:

Federica ha detto...

Ciao Orly,leggo con molto piacere, ma piu' con molto stupore quello ke mi hai mandato e fatto leggere,sapevo che scrivevi ma non cosi bene infatti ho dei dubbi che scrivi queste cose tu ke sei sempre attento a cosa indossare e come comportarsi almeno una vlta.E'molto che non ci vediamo,colpa della tua illuminazione, ma ora vedo che stai bene mi ha fatto piacere,continua cosi sei un gran simpaticone e mi volevo congratulare pel il racconto,sono ansiosa di leggere tutto il libro,cia Federica

Francesca T. ha detto...

Orly ma non ci posso credere scrivi benissimo!ma ho dei dubbi........
la storia è bella mi è piaciuta.Strano non me lo aspettavo,TE CHE SCHERZI SEMPRE SU TUTTI SCRIVI COSE SERIE ?MAH è propio vero i tempi cambiano per tutti e comuunque si vede che non fai niente.....
un bacio a presto,Francesca

Lorenza ha detto...

Ciao Orlando..

complementi per il tuo racconto.."piccola e'l'ape tra gli animali che volano, tuttavia il suo frutto e' il primo nella dolcezza"..
bacio, Lorenza brasiliana

MARTA Z. ha detto...

Grande lo sapevo orly,anche se mi aspetto prima o poi anche le tue poesie,sempre in gamba mi ha fatto piacere vedere il tuo blog e sapere che stai bene,vedi?avevo ragione io,Marta Z.

Claudia C. ha detto...

Ciao Miss panzetta , ho letto il romanzo, ma non credo che l'hai scritto te e' troppo bello, dimmi la verita' , chi l'ha scritto per conto tuo?
Tu sei troppo grezzo per inventare un romanzo cosi.
Ciao da Claudia

CLAUDIA C.

FRANCO P. ha detto...

Ben fatta la prima parte, la descrizione di Marco è perfetta,cosi come il viaggio e il contorno in cui lui ogni giorno vive.
Fantastico il pezzo delle monetine "danzavano tintinnanti e beffarde intorno a lui" si possono cogliere diverse interpretazioni,un po' meno bella la descrizione del sacco di patate.
Un pò banale e scontata la parte finale,in fondo lo sappiamo che generalmente le brave persone sono quelle che nella vita hanno sofferto.
Puoi continuare a scrivere,ma devi imparare a spiazzare il lettore,la vita di tutti i giorni già la conosce perfettamente.
Al lettore e sottolineo lettore piace vivere scenari per lui inusuali ,qualunque essi siano.
Giudizio troppo critico?

Franc Pappa The Lord

KATIA R. ha detto...

Caro Orly,
lo sapevo che alla fine c'era una morale... :-) comunque il racconto è
carino e rispecchia veramente la realtà che viviamo ogni giorno. Sei un
sensibile osservatore!
In bocca al lupo!

Ciao.
KATIA R.

Enrico Avv.SUVENIR ha detto...

Ciao Orlando. Finalmente oggi, sono riuscito a leggere in santa pace il tuo
racconto che, per forza di cose come mi hai spiegato, e' stato molto
riassunto ma ti posso assicurare sin da subito che rende ugualmente
benissimo, il messaggio che l'autore(tu) vuole dare. Anzi , più che
messaggio, io parlerei di riflessione dato che il messaggio in qualche modo
e' già "indirizzato", catalogato verso un determinato ragionamento mentre
invece la "la riflessione" ha più ampio respiro e maggiori sfaccettature.
Il titolo, fin da subito focalizza l'attenzione verso il tema dominante ma
allo stesso tempo, si avverte una sorte di "forte disorientamento" man mano
che il racconto avanza e questa sorta di disorientamento termina proprio nel
finale della storia , rendendo ancora più chiaro e godibile la riflessione
indotta dall'autore e cioè te medesimo. Mi spiego meglio. Quando parlo di
"forte disorientamento" intendo dire che il lettore(almeno questo e' quello
che e' capitato a me), con l'avanzare della storia, si trova a dover fare i
conti tra l'antitesi apparente che avverte tra il titolo della storia(belle
persone) e la mancanza di persone che si possano definire belle nel senso
più nobile del termine. Cosa volete che abbia di "bello", un impiegato di
banca che grazie al suo modo di fare sempre interessato e al suo arrivismo
sfrenato, e' riuscito a compiere passi da gigante verso un maggior grado
lavorativo, calpestando sempre e comunque magari la dignità dei propri
colleghi? Cosa volete che abbia di "bello" una zingara con in mano un
neonato che chiede l'elemosina o uno strimpellatore stonato di motivetti che
elemosinava? In realtà, e qui sta secondo il mio modo di vedere la
grandezza e la bellezza del tuo racconto, questo "apparente disorientamento"
indotto nel lettore, si scioglie splendidamente nella parte finale del
racconto, dove capiamo il senso del termine "belle persone" e non solo lo
capiamo,diventando quest’ultimo cristallino ma riusciamo a goderne appieno e
a capirne il senso ultimo e nobile del termine. Quelle che, ad un primo
"sguardo superficiale", c'erano sembrate persone qualunque( e qui ahimè il
lettore viene indotto a farsi un salutare esame di coscienza),sono in realtà
' persone che hanno caratteristiche ben precise( umanità, dignità e
rispetto verso il prossimo):caratteristiche che rendono queste persone
"migliori", per bene...." quell'umanità' " oramai persa dall'impiegato di
banca arrivista che altro non e' che la metafora della civiltà moderna,
dove tutto e tutti e' sacrificato in nome dell'apparire e del Dio denaro.
Tuttavia, il racconto,nella sua parte finale, lascia al lettore una speranza
di "rendenzione laica":non tutto e' perso e anche se siamo offuscati e
drogati da un mondo fatto per lo più da "persone che appaiano e non che
sono", c’è sempre la possibilità di "vedere con occhi diversi" il mondo che
ci circonda e recuperare quelle caratteristiche che danno un senso alla
propria vita e ne valorizzano il significato, pur avendo perso la retta
via..... Spero, caro Orlando che tu possa apprezzare questa mia piccola
umilissima analisi del tuo bel racconto. Complimenti.
Ciao Enrico!

ENRICO SUVENIR C.

rosa ha detto...

Ottimo Orlando,sembra vero!complimenti,mi piacerebbe vederti in video è molto che non ti vedo,simpatici i tuoi amici,ma non importa gia' che ti sei ricordato di me,mandandoni una email per il tuo blog,mi accontentero' e mi raccomando ridi ridi ridi un poco di piu',dai ciao Rosa